Un anello di due chilometri, da percorrere per dieci volte. Una sfida al caldo, all'umidità, ai russi, ma soprattutto a se stesso, dopo un anno di rabbia, un infortunio e una svolta radicale, affidata all'allenatore Michele Didoni, a nuovi metodi di preparazione e a un recupero psicologico fondamentale per affrontare gli appuntamenti importanti di una carriera ancora tutta aperta.
Alex si presenta a Daegu sereno, con lo spirito di quando era "giovane", e compie una delle imprese tanto attese dai suoi fan: bissa Osaka 2007, conquista il nono posto e sigla il suo record personale stagionale, a conferma che le scelte del 2011 sono state azzeccate. Alla partenza Rubino assume immediatamente il ruolo di battistrada, insieme al marciatore giapponese Yasuke Suzuki. I due prendono il largo e al giro di boa infliggono al gruppo degli inseguitori un distacco di oltre mezzo minuto. Il finanziere romano subisce due proposte di squalifica, è costretto a rallentare e a farsi riassorbire dal gruppo. La doccia fredda arriva improvvisa: squalifica per Rubino, e la partita si riapre, con il russo Borchin che rompe gli indugi e passa al comando, seguito dal cinese Wang. Schwazer non accusa cedimenti, mantiene il passo e rispetta la tabella di marcia in una specialità nella quale i russi dominano incontrastati. Suzuki viene raggiunto e superato, Borchin è lontano davanti a tutti, mentre rimontano il connazionale Kanaykin, secondo all'arrivo, e il colombiano López, che butta giù dal podio Wang negli ultimi chilometri. Quinto un altro russo, Stanislav Emelyanov, già vincitore della 20 km di Barcellona.
Alex taglia il traguardo, si inginocchia al suolo, apparentemente esausto, ma immediatamente si rialza e ripete il gesto che tante volte abbiamo visto nei replay televisivi da Pechino: braccio destro alzato e pugno chiuso, in segno di soddisfazione.
Con il tempo di 1:21:50 conquista un meritatissimo nono posto, davanti al guatemalteco Barrondo e al cinese Yafei Chu, e migliora il proprio record stagionale, portando a casa un'ulteriore rivincita personale, dopo mesi di intenso allenamento.
La sfida coreana si dimostra un ottimo trampolino per le Olimpiadi di Londra, dove i fan attendono il marciatore di Racines in ottima forma, e con l'allegrezza di sempre.

Ulteriori informazioni sulla gara al link daegu2011.iaaf.org

Finalmente sorridente, Alex risponde all'inviata RAI con il tono scherzoso che ci riporta all'atleta delle imprese sofferte ma vissute con lo spirito dell'altoatesino che marcia per divertirsi: "Sono stracontento, perché ho fatto una gara meglio di quanto sperassi di fare. Più di così, dopo l'infortunio di gennaio al ginocchio e la preparazione concentrata in questi ultimi mesi, non potevo chiedere a me stesso. In compenso, sono arrivato nono, come avevo fatto nel 2007 ad Osaka, poi nel 2008 ho vinto l'Olimpiade sulla 50 km... Questo Mondiale è il più bello in assoluto: ho trovato il tempo di scendere in pista, provare con gli altri atleti, vedere come si allenano. Prima non ero mai riuscito a fare queste cose. Mi dispiace molto per Rubino. So bene quanto ci tenesse a questa gara. L'umidità era terribile e bisognava stare attenti per non rischiare di andare fuori giri. Ora un po' di break, ma poi subito al lavoro con il mio tecnico Michele Didoni per la 50 km olimpica di Londra. Sognare è sempre importante, sennò è dura."

L'intervista completa sul sito di Rai Sport: www.rai.tv



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